IL TAR COMMISSARIA LA GELMINI, MA IL MIUR HA GIÀ LA CONTROMOSSA. IN OGNI CASO SARÀ DA FAR WEST
Ulteriore caos amministrativo nel caos organizzativo della scuola italiana targata Gelmini: entro 30 giorni - ha disposto il Tar del Lazio - il ministro deve rimettere mano alle graduatorie per incarichi e supplenze; altrimenti interverrà un commissario.
Il Tribunale laziale stabilisce che se il ministero dell’Istruzione non provvederà entro un mese ad eseguire gli spostamenti in graduatoria si procederà al “commissariamento ad acta”. Per molti dei 7.000 ricorsisti si prospetta così la possibilità di avere delle nomine in surroga con effetto giuridico ed economico dal prossimo a.s.. Contraria viale Trastevere: per aggirare il commissariamento ha già predisposto un emendamento da includere nel testo del dl definitivo salva-precari.
In linea teorica, quindi, al Ministero non rimane altro che attuare quanto indicato dal Tar: dare “puntuale esecuzione all`ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l`inserimento ‘a pettine’ dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali”.
Anche perché la soluzione della riserva adottata pochi giorni fa dal Miur, il 5 ottobre, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, è stata bocciata dai giudice del Tar del Lazio poichè rappresenta "lo sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata" ai ricorrenti. Il problema è che l’operazione di “riaggiustamento” in corsa delle graduatorie comporterà un mezzo terremoto per tutto il mondo della scuola: nelle scorse settimane le oltre 100 graduatorie provinciali comprensive delle ‘code’, quelle che il Tar ha reputato sbagliate, sono state infatti utilizzate per assegnare 8.000 immissioni in ruolo e circa 100.000 supplenze annuali. “Non era assolutamente possibile escludere i diritti di altri precari – è il commento a caldo di Mariapia Garavaglia, senatrice Pd vicina ai temi della scuola – ormai si tratta di una vera e propria lotta tra poveri e un governo ha il dovere di rendersi conto ed evitare che ciò avvenga”.
Per evitare cambi in corsa dei docenti su mezza scuola italiana, il Miur avrebbe comunque potuto assegnare le nuove nomine in surroga con effetti giuridici immediati ed economici dal settembre 2010. Lo sa bene il Miur che, a poche ore di distanza dalla notizia del potenziale commissariamento, ha emesso una lunga precisazione tramite la quale sostiene che “la notizia riportata dagli organi di informazione non costituisce un fatto nuovo ed è la naturale conseguenza di una notizia vecchia. L`ordinanza del Tar che stabilisce l`inserimento a pettine dei precari – scrive il Ministero - è la scontata conseguenza del recente rigetto, da parte del Consiglio di Stato, dell`appello già proposto dall`amministrazione. Il Miur, con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salvaprecari che conferma i provvedimenti del Ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del Tar e di evitare il commissariamento”. L`emendamento ad hoc sarà inserito in sede di conversione del dm salva-precari: “non è giusto deludere l`aspettativa legittima di chi ha scelto una graduatoria provinciale per la sua iscrizione e si vede scavalcato da un trasferimento dell`ultimo momento di un candidato di un`altra provincia. Nulla dunque cambierà rispetto a quanto già deciso dal Ministero”.
Un`analisi più approfondita fa pensare che questo percorso impraticabile non sia stato casuale: la moltiplicazione di emergenze e criticità in un sistema così complesso come quello delle graduatorie potrebbe preludere all`ennesima «semplificazione» populista; del resto mettere mano al sistema di reclutamento degli insegnanti è obiettivo esplicito del governo. In ogni caso sono 7.500 gli aspiranti che si sono iscritti «in coda» e, anche se il ministro ha disposto che l`inserimento a pettine debba riguardare soltanto i «ricorrenti», a essere in una condizione di incertezza sono 150.000 insegnanti coinvolti, di cui 100.000 hanno già avuto la supplenza annuale e 8.000 sono stati immessi in ruolo secondo una graduatoria che è completamente da rivedere. Per non parlare dei ricorsi che deriveranno certamente dai contro-interessi messi in moto dalla rivisitazione. Usando i metodi spregiudicati a cui ci ha abituati, Gelmini ha annunciato l`emanazione di un provvedimento che «sana» l`intera questione. Il fatto che il Tar ricordi che eludendo le ordinanze cautelari il ministero ha aggirato la Costituzione e l`abbia condannata al pagamento delle spese a favore degli insegnanti danneggiati non sembra impensierirla. L`efficientismo da Far West della pedestre Gelmini: una delle tante insidie da cui la scuola pubblica italiana deve cercare di proteggersi.